Colli Etruschi Viterbesi: la denominazione che tiene insieme tutta la Tuscia

di Giano di Vico — 2026-08-08

Colli Etruschi Viterbesi: la denominazione che tiene insieme tutta la Tuscia

Quando passo per la provincia di Viterbo, la DOC Colli Etruschi Viterbesi mi sembra un atlante che si può tenere in mano. Si chiama anche Tuscia, e il doppio nome non è un vezzo da etichetta: prova a dare una casa comune a luoghi diversi. Io la guardo così, come una denominazione che non pretende di appiattire i paesi ma li tiene insieme, cosa rara persino nelle famiglie ben organizzate.

La DOC fu approvata con decreto dell'11 settembre 1996; la versione in vigore è stata approvata con decreto del 7 marzo 2014. La zona comprende 38 comuni della provincia di Viterbo. Fra quelli indicati figurano Viterbo, Montefiascone, Bolsena, Gradoli, Capodimonte, Marta, Tuscania, Vetralla, Bagnoregio, Castiglione in Teverina, Civitella d'Agliano, Onano, Proceno, Acquapendente e Bassano in Teverina. Un elenco lungo, certo, ma più onesto di una cartolina generica.

Per i bianchi entrano Trebbiano toscano, detto Procanico, Trebbiano giallo, detto Rossetto, Moscato bianco o Moscatello, Malvasia del Lazio, Malvasia bianca lunga e Grechetto. Il bianco prevede Trebbiano toscano dal 40 all'80 per cento e Malvasie fino al 30, con altri bianchi fino al 30. Per rossi e rosati si trovano Montepulciano, detto Violone, Sangiovese, Grechetto rosso o Greghetto, Canaiolo nero o Cannaiola e Merlot.

Nel rosso e nel rosato il Sangiovese va dal 50 al 65 per cento e il Montepulciano dal 20 al 45, mentre gli altri rossi possono arrivare al 30. Mi piace che il disciplinare abbia anche tipologie con nome di vitigno, a condizione di almeno l'85 per cento: Trebbiano, Grechetto, Rossetto, Moscatello, Sangiovese, Greghetto, Montepulciano, Canaiolo o Cannaiola, Merlot. Sorseggio pensando che le percentuali non sono poesia, ma aiutano la poesia a non raccontare frottole.

A tavola io non cerco una sola “Tuscia” imbottigliata: cerco di capire quale faccia della denominazione sto incontrando. Un bianco e un rosso hanno qui regole diverse, nomi locali e vitigni dichiarati; basta leggerli per iniziare la conversazione. I 38 comuni non diventano uno solo, e meno male: la modernità ama le sintesi rapide, ma il vino, con la sua burocrazia ben temperata, le versa piano. Io preferisco così: una denominazione ampia, ma non sbrigativa, dove un nome locale conserva la propria dignità e una percentuale mette ordine senza fare il padrone. È un galateo che le piattaforme digitali potrebbero provare, almeno una volta. Io la difendo così, con il bicchiere e l’elenco dei comuni: una cartina accurata fa ancora più strada di un annuncio rumoroso.

Fonti: Fascicolo tecnico DOC Colli Etruschi Viterbesi o Tuscia - MASAF Catalogo Viti, Colli Etruschi Viterbesi - Wikipedia, Disciplinare Colli Etruschi Viterbesi o Tuscia DOC (PDF)