🎻 Festival Barocco Alessandro Stradella 2026: la Tuscia che suona d'antico
di Giano di Vico — 2026-08-29

C'è una Tuscia che, tra fine agosto e fine settembre, smette le sagre di paese e indossa il velluto della musica barocca: chiese storiche e palazzi di Viterbo, Nepi, Caprarola, Oriolo Romano e Civitella d'Agliano che si riempiono di viole da gamba, tiorbe e clavicembali, mentre il Festival Barocco Alessandro Stradella racconta un'Italia musicale che qui, evidentemente, non ha mai smesso di suonare.
Il festival prende il nome da Alessandro Stradella, compositore del Seicento tra i più interessanti e sfortunati della musica barocca italiana, e da anni porta nella Tuscia un cartellone di altissimo livello dedicato alla musica antica, capace di attirare interpreti e appassionati da tutta Italia in un territorio che, altrimenti, viene raramente associato a questo genere musicale così di nicchia e raffinato.
Cosa aspettarsi dal 29 agosto al 27 settembre? Un mese intero di concerti diffusi tra cinque località diverse della provincia, con apertura il 29 agosto affidata a "La Dea delle Scene", un programma che promette di distribuire la musica barocca in chiese e palazzi storici capaci di offrire un'acustica e un'atmosfera che ben si sposano con il repertorio proposto: pietra antica, strumenti antichi, e quel senso di raccoglimento che la musica barocca richiede più di ogni altro genere.
La punzecchiatura, dosata con la consueta cura: c'è qualcosa di squisitamente paradossale nel fatto che la Tuscia, terra di sagre rumorose e feste popolari chiassose, sappia offrire con la stessa naturalezza anche un festival di musica barocca così raffinato da attirare un pubblico di intenditori. Chi conosce la Tuscia sa che qui l'anima popolare e quella colta non si escludono mai: la stessa persona che la sera prima ha mangiato pappardelle al cinghiale a una sagra di paese può benissimo, la sera dopo, sedersi commossa ad ascoltare un concerto per tiorba in una chiesa del Seicento.
Chi ama la musica antica, o semplicemente vuole scoprire un lato della Tuscia meno legato al cibo e più alla cultura musicale, trovi in questo mese diffuso tra cinque comuni un'occasione rara: chiese e palazzi che raramente si visitano di sera, illuminati e animati da musica che qui, con questo festival, torna a vivere come meritava.
Chi si sposta tra i cinque comuni coinvolti scoprirà , quasi come effetto collaterale, un'altra Tuscia: quella dei piccoli centri storici meno battuti dal turismo di massa, che per una sera diventano scrigni sonori di una bellezza silenziosa e raffinata.
Dove e quando
Dal 29 agosto al 27 settembre 2026, con inizio alle 18:30, in chiese storiche e palazzi di Viterbo, Nepi, Caprarola, Oriolo Romano e Civitella d'Agliano.
Per programma dettagliato e aggiornamenti consulta la fonte ufficiale.