Vignanello DOC: il Greco che cresce all'ombra dei Cimini

di Giano di Vico — 2026-08-08

Vignanello DOC: il Greco che cresce all'ombra dei Cimini

A Vignanello passo volentieri con l'idea che un nome di luogo debba prima di tutto dire dove sta. Qui la DOC non si comporta da sigla astratta: prende posto in un'area tra il versante est dei Monti Cimini e il Tevere. Io mi fermo a guardare quel tratto di carta geografica senza chiedergli filtri né slogan: i confini, quando sono chiari, hanno più carattere di molte campagne pubblicitarie.

La Vignanello DOC è stata riconosciuta nel 1992, con decreto del 14 novembre pubblicato il 25 novembre; le ultime modifiche riportate sono del 7 marzo 2014. Comprende interamente Vignanello, Vasanello, Bassano in Teverina e Corchiano, e in parte Soriano nel Cimino, Fabrica di Roma e Gallese, tutti in provincia di Viterbo. L'area indicata è di circa 13.400 ettari. Non è una formula vaga: è una denominazione che mette i suoi nomi sul tavolo.

Il bianco, anche in vendemmia tardiva, richiede Trebbiano toscano e/o Trebbiano giallo per almeno il 70 per cento; Malvasia bianca di Candia e/o Malvasia del Chianti arrivano al massimo al 30. Il Greco, compresi spumante e vendemmia tardiva, deve invece avere almeno l'85 per cento di Greco, con altri bianchi del Lazio fino al 15. Io apprezzo questa chiarezza: chi beve può sapere che cosa sta cercando, invece di affidarsi all'algoritmo del gusto.

Per il rosso il Sangiovese è almeno il 50 per cento e il Ciliegiolo può arrivare al 40. Le tipologie sono molte: bianco, bianco superiore, bianco vendemmia tardiva, Greco, Greco spumante, Greco vendemmia tardiva, rosso, rosso novello, rosso riserva e rosato. Sorseggiando, non invento aromi da catalogo. Preferisco riconoscere che la DOC offre strade differenti e che ciascuna è tenuta a rispettare la propria composizione.

Nella vita di tutti i giorni mi basta scegliere con un po' di attenzione tra Greco, bianco o rosso, e lasciare alla bottiglia il tempo di spiegarsi. Vignanello, Vasanello, Corchiano e gli altri comuni non sono comparse per un'etichetta elegante: sono parte della regola. E se qualcuno pretende di capire tutto da una foto, gli porgo il calice e gli ricordo, con gentilezza, che il vino non ha ancora imparato a farsi scorrere col pollice. Io preferisco questa lentezza: i vitigni sono nominati, le quote sono fissate e la zona non si nasconde dietro una parola di moda. Poi ognuno assaggi con il proprio giudizio; purché non pretenda che un codice QR gli versi il vino. Meglio così: persino la fretta, qui, deve mettersi in coda.

Fonti: Disciplinare di produzione dei vini Vignanello DOC - Disciplinare.it, Vignanello DOC - Quattrocalici, Vignanello - Wikipedia