Violone: il nome che in Tuscia si dà al Montepulciano
di Giano di Vico — 2026-08-08

Quando in Tuscia sento nominare il Violone, io non cerco un vitigno nuovo a tutti i costi. Il fascicolo tecnico della DOC Colli Etruschi Viterbesi o Tuscia è chiaro: Montepulciano, localmente detto Violone, figura fra i vitigni per vini rossi e rosati. Anche una fonte dedicata ai vini della Tuscia ricorda il Violone come il nome dato in zona al Montepulciano. A volte il vino cambia parola, non identità; è già abbastanza per meritarci attenzione.
Questa conferma ufficiale evita di lasciare il nome nel territorio delle dicerie. Il sinonimo Violone per Montepulciano è documentato dal disciplinare, quindi io lo uso senza travestirlo da scoperta archeologica. La denominazione Colli Etruschi Viterbesi o Tuscia tiene insieme 38 comuni della provincia di Viterbo e registra anche altri nomi locali. Mi pare una buona abitudine: conservare le parole del posto, ma farle stare in piedi su una pagina verificabile.
Nel Colli Etruschi Viterbesi rosso, Montepulciano va dal 20 al 45 per cento e Sangiovese dal 50 al 65, mentre gli altri vitigni a bacca rossa arrivano al massimo al 30. Esiste inoltre la tipologia Montepulciano, nella quale il vitigno deve essere almeno l'85 per cento; gli altri rossi ammessi escludono il Ciliegiolo. Io non confondo l'uvaggio del rosso generale con la tipologia di vitigno: le percentuali servono proprio a evitare scorciatoie.
Il Montepulciano è presente anche nella DOC Tarquinia. Lì, insieme al Sangiovese, costituisce non meno del 60 per cento del rosso e del rosato, e almeno uno dei due deve rappresentare il 25 per cento. Sorseggio e tengo a mente questa differenza tra denominazioni: una stessa uva può occupare ruoli diversi senza smettere di essere se stessa. È un pensiero che farebbe bene anche a molte biografie professionali, gonfiate come botti in fiera.
A tavola io dico Violone quando il contesto è quello della Tuscia e so che sto parlando del Montepulciano. Poi leggo l'etichetta e verifico la DOC, il tipo di vino, la percentuale minima richiesta. Non occorre inventare aromi per dargli dignità: il nome locale, il disciplinare e le sue presenze bastano. E se qualcuno mi domanda se sia un vitigno diverso, rispondo sorridendo: diverso no, ma almeno non ha scelto un nome da startup. Io lo trovo già abbastanza elegante: il territorio ha un suo vocabolo e il vino conserva il proprio documento d’identità. Una lezione semplice, che non migliora se la si mette in una presentazione con quaranta animazioni.
Fonti: Fascicolo tecnico DOC Colli Etruschi Viterbesi o Tuscia - MASAF, Gli straordinari vini della Tuscia - Tuscia Doc, Colli Etruschi Viterbesi - Wikipedia, Disciplinare di produzione dei vini Tarquinia DOC - Disciplinare.it