Vivere Viterbo: più che visitarla, abitarla
- Giano di Vico
- 17 apr 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Viterbo non si attraversa come una cittĆ qualsiasi.Viterbo si respira. Si ascolta.Si lascia insinuare sotto la pelle, tra una pietra scaldata dal sole e una fontana che canta da secoli.
Vivere Viterbo significa smettere di correre e iniziare a guardare.Significa scoprire il sapore lento del tempo, sedersi su un muretto di peperino senza fretta, perdersi di proposito nei vicoli del quartiere San Pellegrino, farsi sorprendere da una porta antica che sembra sussurrare storie di amori, guerre e miracoli.
Qui, il quotidiano ĆØ un mosaico di gesti antichi e nuove abitudini:
il caffĆØ amaro della mattina in piazza della Morte;
il brusio del mercato sotto gli archi di Piazza delle Erbe;
il profumo di legna nei camini d'inverno;
il richiamo silenzioso delle terme naturali, quelle vere, che non hanno bisogno di biglietti nƩ di vetrine.
Vivere Viterbo non ĆØ solo una questione di luoghi.Ć uno stato dāanimo.
Ć accettare la cittĆ comāĆØ, con il suo passo irregolare, le sue mura che proteggono e intrappolano, le sue chiese che sbucano allāimprovviso tra i palazzi, come promemoria di un passato che non ĆØ mai davvero passato.
In questa sezione del nostro diario,racconteremo i mille modi di abitare Viterbo e la sua anima:
i borghi che sembrano sospesi nel tempo,
i riti segreti e le abitudini più genuine,
gli incontri casuali che ti cambiano una giornata.
Non vi diremo solo dove andare:vi porteremo dentro la cittĆ .Dentro i suoi silenzi, le sue rughe, il suo orgoglio.
PerchƩ Viterbo non si visita. Viterbo si vive.
